Un anno di Covid19 - la testimonianza di Sport Senza Frontiere Onlus

04 mag 2021, 11:14

Reinventarsi per non fermarsi

Durante questo anno di pandemia sono molte le associazioni, soprattutto nel mondo sportivo, che si sono dovute fermare, ma c’è chi, come la ONLUS Sport Senza Frontiere, è riuscito da subito a elaborare azioni straordinarie a sostegno delle persone più vulnerabili. 

Ecco cosa ci racconta Roberta de Fabritiis, responsabile comunicazione della ONLUS.

COSA CARATTERIZZA I VOSTRI PROGETTI DI SPORT SOCIALE? 

Abbiamo un fortissimo legame con il territorio: i nostri progetti oltre ad essere programmi educativi e di inclusione sociale attraverso la pratica sportiva, prevedono una vera e propria presa in carico dei minori che vengono poi seguiti in un percorso pluriennale (ad oggi seguiamo oltre 400 bambini e ragazzi). Questo ci dà la possibilità di conoscere da vicino non solo i nostri ragazzi, ma anche le loro famiglie, che appartengono tutte alle fasce più vulnerabili della popolazione.

QUALI SONO STATE LE ATTIVITÀ INTRAPRESE IN PERIODO DI LOCKDOWN? 

Abbiamo deciso di dare il via a una serie di attività rivolte sia ai minori che ai loro nuclei familiari,lavorando con i nostri operatori per informarli e assisterli negli ambiti più diversi: i nostri psicologi, tutor e volontari si sono attivati per spiegare alle famiglie le norme di prevenzione del contagio, per monitorare i bisogni e pianificare le successive azioni di sostegno e per aiutare i bambini a comprendere cosa stesse accadendo, a elaborare le loro emozioni e a capire come comportarsi, mentre i nostri allenatori hanno realizzato brevi video di esercizi da fare a casa per mantenerli attivi facendoli anche divertire. I nostri pulmini invece di accompagnare ai bambini sui campi di allenamento, hanno portato a domicilio a chi ne aveva più bisogno cibo, farmaci, materiale sanitario, giochi, libri e anche degli indispensabili tablet.

UN ELEMENTO CHE VI HA COLPITO?

Sicuramente la tecnologia è stata uno strumento fondamentale che ci ha permesso di portare avanti tantissime iniziative senza doverci fermare, ma il bisogno di ricorrere a strumenti come computer o tablet ha anche reso ancora più evidente il divario tra diverse classi socioeconomiche e quanto in realtà le emergenze colpiscano in maniera diversa le persone: i nostri bambini provengono da famiglie con difficoltà economiche e molti non hanno un tablet o uno smartphone per fare i compiti o a restare in contatto con i loro amici e compagni di scuola. Per questo uno dei nostri primi interventi è stato proprio quello della donazione di tablet con connessione in collaborazione con le aziende che ci sostengono da anni.

Per non parlare dell’altro lato della medaglia ovvero l’esposizione esagerata dei ragazzi alla televisione e a internet. Anche l’UNICEF ha lanciato un allarme…

COME AVETE ELABORATO GLI EFFETTI DEL LOCKDOWN?

Abbiamo deciso di riflettere su temi che riguardano non solo lo sport ma più in generale la nostra società organizzando due cicli di webinar di tre incontri ciascuno. Il primo ciclo, “Essere genitori in tempo di covid”, è stato dedicato alle famiglie e al ruolo del genitore, per riflettere sulla comunicazione con i figli e su due aspetti messi in luce dalla pandemia: il perché e il come i ragazzi “perdono tempo” in rete e l’errata educazione alimentare e i disturbi alimentari.

Il secondo ciclo invece, “Allenatori che cosa è cambiato”, è stato dedicato alle società sportive e agli allenatori, per riflettere sul ruolo educativo dell'allenatore sportivo in questo particolare periodo storico, se e come ripensarlo, come poter lavorare con l'incertezza e come trasmettere la resilienza.

COSA STATE FACENDO ORA? 

Dopo lo stop dello sport di base, finalmente una gran parte dei nostri bambini sono tornati a praticare quegli sport in cui si può stare all’aperto o dove si riescono a fare allenamenti individuali come atletica, tennis, rugby o calcio, per citarne alcuni. Le modalità con cui vengono fatti gli allenamenti sono completamente cambiate e alcuni sport come il nuoto purtroppo, così utile per la crescita e così importante per alcuni bambini con problemi di peso o di scoliosi, sono ancora fermi. 

Parallelamente proseguono anche le attività da remoto nate durante il lockdown che non abbiamo più accantonato come l’aiuto compiti, il counseling psicologico e la distribuzione di generi alimentari, presidi sanitari e di materiale didattico.

AVETE NOTATO DEI CAMBIAMENTI?

Avendo assorbito le paure delle famiglie, dopo il lockdown molti bambini non volevano uscire di casa per paura di ammalarsi. Ma uno degli aspetti positivi della pandemia è stato che il legame con le famiglie si è molto stretto, così anche i genitori più spaventati hanno rimandato i figli a fare sport perchè c’eravamo noi a prenderli in carico. Una fiducia frutto del nostro lavoro e del nostro impegno nei loro confronti, maanche un grande responsabilità!