SPECIAL OLYMPICS ITALIA Onlus
11 set 2017, 12:38

La vittoria di Luca è quella di una famiglia

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Il programma di Special Olympics pone in primo piano lo sport come percorso educativo per ogni atleta e per l'intera comunità. Centrale, in tal senso, è il ruolo delle famiglie che attraverso gli eventi e i Giochi  hanno compreso che il bene può e deve uscire dalle mura domestiche. I De Pieri sono l'emblema di una famiglia unita che ha sempre creduto nell'attività sportiva e nella partecipazione agli eventi come opportunità di crescita per tutti....

SPECIAL OLYMPICS ITALIA Onlus
25 lug 2017, 22:15

L'intuizione di Eunice Kennedy: l'inizio del Movimento Special Olympics

Eunice Kennedy Shriver. Lei per prima si accorse di quanto la pratica sportiva potesse mettere le persone con disabilità intellettiva nelle condizioni ideali per dimostrare le loro capacità. E’ molto difficile far competere le persone con disabilità intellettiva in prove di matematica o geografia - ripeteva spesso- ma, se a queste stesse persone gli si da l’opportunità di praticare sport, possono diventare formidabili. Oggi Special Olympics è presente...

SPECIAL OLYMPICS ITALIA Onlus
11 lug 2017, 12:17

La corsa verso la meta: La storia di Luca

Corsa come metafora della vita e delle difficoltà che si incontrano lungo il suo percorso. “Luca non ha imparato a camminare – racconta la mamma – ma direttamente a correre. Un bambino ospedalizzato incanalato a fare cose che avessero una certa fisicità; esperienze che lo hanno portato a sviluppare una forte iperattività che scaricava proprio attraverso la corsa. Sotto la spinta di neuropsichiatri, abitando molto vicino – ricorda Martina – decidemmo...

SPECIAL OLYMPICS ITALIA Onlus
06 lug 2017, 16:04

La nuova vita di Andrea grazie allo sport

Andrea Ferraro, biellese di sedici anni, è un atleta Special Olympics con un autismo ad alto funzionamento, ciò significa che ha un QI nella norma e questo gli consente, a livello cognitivo, di apprendere gran parte degli insegnamenti. Tuttavia ha importanti difficoltà nel relazionarsi con gli altri. Da piccolo Andrea pronunciava pochissime parole, si isolava e faceva giochi stereotipati. Fortunatamente, grazie alla diagnosi precoce, la sua famiglia è intervenuta con il...

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“Si pensava che non potessero seguire le regole, che non potessero comprendere il significato di una gara e che fossero troppo scoordinati per poter gareggiare con successo; ma oggi sappiamo che non è così”. Queste è una delle dichiarazioni di Eunice Kennedy Shriver che, nel 1968, diede vita, negli Stati Uniti, a Special Olympics ed attraverso di esso opportunità a milioni di persone con disabilità intellettiva. Un impegno, il suo, diventato una ragione di vita. Rosemary, la sorella più piccola che aveva una disabilità intellettiva, è stata per lei una vera fonte di energia; una disabilità, quella della sorella, tenuta segreta, fino a quando la stessa Eunice decise di renderla pubblica. La rabbia e la grande preoccupazione che nutriva nei confronti dei pregiudizi culturali di cui Rosemary era vittima fecero nascere in lei una passione rivoluzionaria che si trasformò in un appello alla mobilitazione. Contattò tutti gli esperti nel campo delle disabilità intellettive, visitò gli istituti dove le persone vivevano, come prigionieri, in condizioni igienico sanitarie precarie; bambini che non interessavano a nessuno, fonte di imbarazzo, dimenticati e tenuti a distanza. Una vergogna talmente forte e diffusa che le famiglie non potevano fare altro che nascondere questi bambini. Eunice Kennedy Shriver cominciò con l'organizzare attività sportive per persone con disabilità intellettiva, nel 1962, nel giardino di casa sua. I partecipanti provenivano proprio da questi istituti e prima d'allora non erano mai stati in una piscina o visto l'erba. Quel benvenuto a casa Shriver era un invito ad unirsi al resto del mondo; il modo per farlo sarebbe stato il gioco dove possibile apprendere, attraverso di esso, le regole della vita.

Il figlio di Eunice, Tim Shriver, oggi Presidente di Special Olympics, ha raccolto la grandissima eredità della madre: “La lezione fondamentale: è che lo spirito umano non ha confini. Penso che mia madre si fosse guardata intorno cercando medici, politici ed esperti e capì che nessuno di questi avrebbe potuto insegnare loro quella lezione, un pallone da calcio invece si”. Eredità che continua ad essere la prima fonte d'ispirazione per il Movimento Special Olympics nel mondo.

 

Special Olympics è un programma internazionale di allenamenti e competizioni atletiche per persone con disabilità intellettiva presente in 169 paesi. Nato nel 1968 da una proposta di Eunice Kennedy Shriver, oggi, in tutto il mondo, coinvolge 4.697.934 Atleti. Special Olympics Italia, riconosciuta come Associazione Benemerita dal CONI e dal CIP, è presente in Italia da più di trent’anni e opera in tutte le regioni, dove i Team locali seguono l’allenamento degli Atleti nel rispetto dei programmi internazionali e attraverso convenzioni stipulate con alcuni tra i maggiori Enti di Promozione sportiva italiani. In Italia sono più di 16.500 gli Atleti che praticano nuoto, atletica leggera, ginnastica, calcio, equitazione, bocce, tennis, pallacanestro, sci alpino, sci nordico, corsa con le racchette da neve, snowboard e che hanno l’opportunità di sperimentare altre discipline sportive inserite come eventi nell'ambito del programma "Prova lo sport!": tennistavolo, rowing, golf, mountain bike. Le discipline offerte possono essere anche Unificate, praticate insieme da Atleti con disabilità intellettiva ed i loro coetanei. Gli Atleti partecipano ogni anno ai Giochi Regionali e Nazionali delle varie discipline. Rappresentative italiane gareggiano, inoltre, nei Giochi Europei e in quelli Mondiali, estivi ed invernali. Il giuramento degli Atleti Special Olympics è: "Che io possa vincere ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze"

 

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